Sergio Galeotti

Il padre dei Seamen

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Sergio Galeotti nato a Pietrasanta (Toscana) 26 luglio 1945 – Milano  13 Agosto 1985

Cofondatore della Giorgio Armani, nel settembre del 1981 Grazie a un collaboratore Rocco Miranda, incontra la delegazione dei Sailors/Seamen, tre ragazzi che avevano da qualche mese catalizzato l’interesse di una cinquantina di giovani Milanesi, Mauro Rivoltella, Alessandro Blesi, Marco Mutti, alla creazione dell terza squadra milanese, nata dopo i Rhinos di Giovanni Colombo, commissioner dell’AIFA, e i Rams di Paolo Crosti.

Forte della passione degli sport Usa, dei quali era un grande estimatore, sollecitato dai richiami di uno sport in crescita, Sceglie per la nostra formazione il nome SEAMEN e ha dato il via a una squadra di campioni dando il massimo con il minimo sforzo, indimenticabili le cene al Toulà dove tutti i Seamen erano invitati a cene fantastiche dove era incredibile vedere decine di persone comportarsi in un perfetto galateo nonostante praticassero uno sport che non è proprio considerato da gentiluomini, incredibile la passione messa da Sergio per far si che diventassimo l’elite del Football Italiano.

L’atto costitutivo della squadra, che vedeva nelle prime tre cariche il Gotha della Giorgio Armani, dove Giorgio Armani ha sempre supportato la volontà di Sergio anche se non molto convinto, ma che Sergio voleva fortissimamente, e insieme a Gianni Longo Vicepresidente e Nicoletta Giorgino, Economa, dopo 29 anni ancora nello staff della Giorgio Armani, il 21 ottobre 1981 costituisce la Seamen Football Association e il 13 novembre 1981 venne ratificato l’ingresso nella AIFA .
indimenticabile per tutti noi  il giorno dell’arrivo delle spettacolari attrezzature della  BIKE, con i colori Blue Navy arrivate direttamente dagli States negli uffici di via Durini, gli scatoloni aperti, i caschi Blue Navy che ne uscivano, con le divise scintillanti, i colori voluti da Sergio, il Nero l’Argento, il Blu e il Bianco,  i Colori che ancora oggi sono gli stessi.

Tutto il materiale sdoganato appena in tempo per parteciapre al primo ritiro della squadra, Forte dei Marmi, 6 giorni sotto la guida di Mauro Rivoltella, preparatore tecnico, istruttore della CSKS, la preparazione militaresca, le corse al mattino sul bagnasciuga della spiaggia versiliana, e l’indimenticabile l’inserto di Uomo Vogue febbraio 1982 dove veniva spiegato il gioco del Football Americano, filosofia regole, che hanno di fatto contribuito a riempire gli stadi Italiani, le squadre da 5 del 1981 passarono a 12 nel 1982 a 18 nel 1983 fino a 24 del 1984 poi la serie B e la serie C, un esplosione di uno sport che ha avuto il suo culmine con il Superbowl del 1985 con i Doves campioni d’Italia a Padova davanti a 35.000 persone, Giovanni Colombo ne fu assolutamente riconoscente, e in quella estate Sergio lasciò tutti noi per una malattia subdola, e lo portò via da Giorgio Armani, che ancora oggi lo ricorda con Passione, e per tutti noi che ancora oggi lo ringraziamo per averci fatto vivere un sogno, indimenticabile nel marzo del 1984, quando all’Arena gremita di 8.000 spettatori paganti i Seamen giocarono contro i Rhinos che solo due anni prima ci umiliarono con un secco 50 a 0 al termine del ritiro di Forte dei Marmi, indimenticabile il tifo, l’ingresso, la meta di Mario Monetti e la trasformazione di Michele Corso, e l’inutile rincorsa dei Campioni d’Italia che dopo il Touch Down di Gianluca Gerosa, si fermarono contro la difesa di Massimo Giudici, Walter Voltan e Luigi Calegari, per una vittoria che lanciò i Seamen nei Play Off, al terzo tentativo.
Chi si dimentica l’euforia di Sergio, quando lo rangiungemmo in Discoteca, ci guardò in faccia felicissimo per quello che avevamo fatto, ci prese in disparte e ci chiese, “quanto abbiamo incassato questa sera?” noi rispondemmo circa 30 milioni, lui ci guardò in faccia raggiante e ci disse …. “DIVIDETEVELO”  non ci sembrava vero più di cinquecentomila lire a testa, ci sembrava che il sogno di noi ragazzi si fosse trasformato in realtà.
i Seamen arrivarono ai Play Off e persero una partita già vinta nella testa, andammo a Bologna, dove i Warriors erano comunque favoriti, ma eravamo sicuri di vincere, Mario Corso segna i primi tre punti, e crediamo di avere la partita in pugno. finisce male e Sergio si arrabbiò tanto che guardandoci in faccia volle sponsorizzare i Frogs, nostri antagonisti, anche se amici, e non vide vincere nessuno di Noi il Superbowl lo vinsero i Doves di Bologna, e proprio quell’estate una malattia incurabile lo portò via era l’agosto caldissimo del 1985 e Sergio ci lascia con tanto amaro in bocca, una persona fantastica, generosa, sincera diretta, che ha dato tantissimo a tutti quelli che gli sono stati vicino, umanità, sincerità, voglia di vivere alla grande, ricordiamo ancora la sua Porsche fiammante suggerita da Clay Regazzoni, una macchina strabiliante, l’intuito di Borgonuovo, 21 e le felpe che portavamo con orgoglio in giro per l’Italia, i servizi d’ordine alle sfilate, indimenticabili per tutti noi, e grazie a lui, il ricordo delle persone che gli erano vicine è rimasto indelebile, una persona fantastica, che oggi a 29 anni dalla fondazione dei Seamen ci rimane scolpita nel cuore, come le cene al San Bovio, il Sabato, meta obbligata per tutti i Seamen, viziati dalla sua generosità, e dalla sua voglia di vivere, che non ci ha mai abbandonato.

qui un articolo che lo ricorda

caterina

Caterina Salvador nipote di Sergio Galeotti ritira il 29 ottobre 2011 il Merit di riconoscimento dell’ingresso di Sergio nella Hall of Fame Seamen, Caterina ricorda la passione di sergio per i seamen e il Football e la gioia che illuminava i suoi occhi nel aver dato la possibilità a un gruppo di ragazzi di esprimersi e coronare i propri sogni

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