02 Maggio 2011
(6-12/14-20/16-6/6-6)
Avevamo rimarcato, in sede di presentazione, che sarebbero stati i dettagli a decidere una sfida equilibrata come quella tra Seamen e Hogs. E i dettagli alla fine hanno consegnato la vittoria agli emiliani (42 a 44 lo score finale) privando la Milano blue navy del quarto sigillo in un torneo che resta peraltro quanto mai aperto ad ogni soluzione. In una regular season articolata in nove turni il quinto impegno dei marinai risuonava come una sfida chiave per definire le reali ambizioni e le potenzialità di una squadra capace di stupire persino se stessa in un avvio di campionato illuminato dai successi su Rhinos, Giants e Doves. Gli Hogs si sono dimostrati l’avversario quadrato e ben rodato che tutti attendevano capace di macinare yarde con un attacco basato essenzialmente sulle portate di uno scintillante Mittasch, dei concreti Fiorillo e Trenti e dello stesso Holmes, quarterback dal braccio educato, ma anche dalla grande mobilità, autore, non a caso su corsa, della marcatura che ha risolto la gara. La gara ha vissuto nei primi due quarti sull’imbarazzante vigore atletico di Mittasch, funambolico nell’aprire profonde ferite nella difesa meneghina e nel rompere un’infinità di placcaggi complice, sia chiaro, il reparto arretrato dei Seamen che per due quarti ha visto nel runner americano un oggetto “imprendibile”. A segno con Fiorillo in avvio e incassato il pareggio di Santagostino (passaggio da 10 yarde di Anderwkavich) Reggio Emilia ha saputo allungare con una “doppietta” di Mittasch per chiudere il primo quarto sul 6 a 19. La reazione milanese, in apertura di seconda frazione, opera di un monumentale Korte (14-19), viene frustrata da un TD pass trasformato in punti sonanti da Iotti (14-26) prima che Bonaparte riceva dalle mani di Anderwkavich uno splendido pallone che sembra concludere il primo tempo su una situazione di sostanziale equilibrio (20-26). Con quindici secondi sul tabellone un cattivo posizionamento del reparto arretrato dei milanesi concede tuttavia un incredibile meta ancora a Iotti, fenomenale nel convertire un lungo passaggio (50 yarde) di Holmes e mandare le due squadre al riposo sul 20 a 32. Nel terzo quarto Trenti allunga ulteriormente per i suoi (20-38) prima che improvvisamente qualcosa cambi negli equilibri in campo. Il gioco offensivo brillante, ma dispendioso degli emiliani subisce un improvviso calo dando modo alla difesa blue navy, trascinata da Korte di salire in cattedra. Anderwkavich, dal canto suo, dimostra brillantezza mandando prima a segno Kell (trasformazione da due punti di Pelà), poi spedendo in end zone Danilo Bonaparte con un “missile” per 53 yarde di guadagno. La successiva trasformazione dello stesso quarterback fissa lo score sul 36 a 38, dando un improvvisa sterzata a un match che in avvio di secondo tempo sembrava ormai chiuso. Gli Hogs accusano il colpo e subiscono un intercetto da Kell, preludio al drive che porta Bonaparte a realizzare il primo vantaggio milanese del confronto (42-38). Il tempo di festeggiare e la doccia fredda arriva per mano di Holmes, che sostituendosi a uno spento Mittasch, confeziona una lunga corsa che vale il 42 a 44. Gli ultimi secondi si trasformano in un palpitante stillicidio di emozioni con Korte, mai acquisto fu più azzeccato, in grado di trascinare i suoi con tre portate fino a un passo dalla end zone avversaria dove Anderwkavich, complice la stanchezza, si macchia del fumble che costa due punti amari e un secondo posto che avrebbe incendiato la fantasia. Ai Seamen resta tuttavia la certezza che con un altro piglio difensivo nel primo tempo e con una piccola dose di fortuna in più le cose avrebbero preso ben altra piega. Scherzi del football e del destino che consegnano al campionato una squadra comunque divenuta consapevole dei propri mezzi, cui manca davvero poco per entrare nella nobiltà del football italiano.
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